sabato, maggio 23, 2015

heisenb3rg - Against The Light



Dopo un'anno di pausa, ecco il quarto brano dell'album INFODUMP. Si parla di notte, perdita, passato.

martedì, maggio 12, 2015

Cose Preziose #3 - Torino, Processi, Agenti letterari & Troni di spade


La rubrica gemella di Cose Preziose è Schreiber Post.

Ecco una sventagliata di aggiornamenti sulle case editrici Rotfuchs e Karta Edizioni.

- Parliamo di Karta Edizioni: è uscito Il Processo Bartelloni di Jarro (AKA Giulio Piccini), sequel de L'Assassinio nel Vicolo della Luna e seconda parte su quattro del ciclo del Commissario Lucertolo. È un pre-noir del 1883 e tratta di sbirri duri, femme fatale e balordi variegati nella Firenze granducale. Non so te, ma la mia hype per questa serie è alle stelle. Ecco la sinossi:
Nel palazzo del Bargello si tiene il processo a Nello Bartelloni, imputato per l’omicidio del pittore Roberto Gandi. Toccherà ancora una volta al ‘birro’ Domenico Arganti far luce su di un caso che sembra coinvolgere direttamente lo stesso corpo di polizia. Un libro nel quale ritroveremo lo sfondo decadente della Firenze capitale del Granducato di Toscana e l’ambigua e affascinante umanità del commissario Lucertolo.
- Ladri di Cadaveri, terzo romanzo del ciclo, è attualmente in fase di editing.

- A partire da dopodomani (14 maggio), ci uniremo anche noi al delirio della Mostra del Libro di Torino. Non abbiamo uno stand, perché il nostro interesse principale è lo spazio IBF, in cui potremo comprare i diritti dei capolavori che entreranno a far parte del catalogo della nascitura casa editrice Rotfuchs. Se siete a Torino dal 14 al 18, ci vediamo nell'orgia letteraria più depravata d'Italia.

Come di consueto, voglio dedicare qualche parola al nostro approccio all’editoria, inteso come un consiglio/proposta anche alle altre case editrici indie. Colgo lo spunto di una discussione avvenuta nei giorni scorsi tra alcuni professionisti dell'editoria per spiegare come sceglieremo i romanzi da pubblicare. Il tema di quest'oggi è la figura dell'agente letterario. Come è logico fare, argomenterò la nostra posizione tramite i motti delle casate nobiliari di Game of Thrones. PERCHÈ SI.
Allora, la crisi economica e la rivoluzione tecnologica hanno devastato l’editoria italiana. Le radici sono profonde (Casa Oakheart), ma questi ultimi due problemi hanno inferto una ferita letale al settore. I dati di vendita globali fanno piangere sangue a chiunque li osservi e peggiorano di anno in anno. L’Inverno sta arrivando (Casa Stark) e le case editrici stanno mutando le loro prassi per adeguarsi al nuovo ambiente ed estrarre ferro dal ghiaccio (Casa Forrester). La crisi generale ha avuto alcuni effetti collaterali: tra questi, l’evaporazione della fascia media degli scrittori professionisti e un incremento spropositato del numero degli scrittori esordienti/dilettanti, colmi di orgoglio e motivazione (Casa Buckwell), determinati ad entrare nel settore a qualunque costo. Questi “nuovi barbari”, per noi editori, sono incognite. Non sappiamo se avranno la professionalità per mantenere standard di qualità dopo il primo libro, non possiamo determinare se valga la pena investire su di loro. Sebbene tutti gli uomini li disprezzino (Casa Codd), loro continuano a produrre una valanga di materiale, parte del quale finisce negli infami artigli degli editori a pagamento - i quali, per inciso, secondo me sono da spazzare via nel fuoco e nel sangue (Casa Targaryen). Eppure, in quell’orda si nascondono i geni e i talenti della contemporaneità. Chiunque abbia fatto l’editor o abbia letto qualcosa a riguardo, sa che qualsiasi casa editrice ha una pila di manoscritti inviati dal pueblo alta quanto un falco che vola alto, vola lontano (Casa Toyne). Il 95% della suddetta pila è composta da testi che non rientrano nella sua linea editoriale e/o non hanno le caratteristiche professionali minime per essere pubblicati. Le agenzie letterarie sono cruciali per gli editori, perché illuminano la via (Casa Hightower), presentando una ristretta pre-selezione di testi validi sia sul piano professionale che su quello della linea editoriale.
C’è un secondo motivo, spesso sottovalutato, per cui la forza e la saggezza (Casa Mooton) degli agenti è utile. Uno scrittore è la persona meno indicata per proporre un manoscritto: il suo entusiasmo per la propria opera lo spinge ad accettare qualsiasi condizione, purché sia pubblicata. Noi editori, per forza di cose, siamo dei bastardi e guardiamo al vantaggio immediato piuttosto che al lungo termine. Noi non seminiamo (Casa Greyjoy). Siamo naturalmente portati ad offrire condizioni capestro agli autori, se non altro per un banale motivo: spesso non c’è alcuna resistenza. «Ti do l’1% del prezzo di copertina» diciamo noi «e mi piglio tutti i diritti secondari e stranieri e mi devi fare un massaggio ai piedi ogni domenica». Lo scrittore interpreta questa frase come: «Finalmente la meravigliosa opera del tuo ingegno raggiungerà milioni di lettori e resterai per sempre nella storia della letteratura e sarai coperto di glorie e ori». Solo quando arriva il primo resoconto delle vendite («Tieni 5€, comprati il gelato»), lo scrittore torna alla realtà e la furia è sua (Casa Baratheon). È necessario un personaggio terzo, un guerriero le cui lame siano affilate (Casa Bolton), che possa affrontare le clausole contrattuali senza interferenze emotive, che sia equo nella sua ferocia (Casa Hornwood). È necessario un Figlio di Puttana che faccia gli interessi dell’autore, che non si pieghi, non si chini, non si spezzi (Casa Martell) e, al contrario, spezzi i pollici a chiunque tenti di fregarlo.
Per questi motivi, la Rotfuchs ha scelto di accettare soltanto i manoscritti che provengono dalle agenzie letterarie. Se sei uno scrittore, la scelta è tua (Casa Lonmouth), ma, per il tuo benessere, ti consiglio di cercare la luce nelle tenebre (Casa Waxley) di un agenzia letteraria al più presto. Soltanto allora potrai essere sicuro di trovarti in una posizione superiore agli altri (Casa Mallister), conscio che c’è un agente che possa essere il tuo Sole d’Inverno (Casa Karstark) in questa fase critica dell’editoria e possa combattere nei tuoi interessi senza requie (Casa Ambrose), sempre all’erta (Casa Flint) e che preferisca la morte all’umiliazione (Casa Bulwer), cosicché anche tu possa ambire ad un assaggio di gloria (Casa Fossoway). Questo è ciò che pensiamo, e reputiamo che, se tutte le case editrici indie seguissero la stessa direttiva, l’editoria in generale non potrebbe che giovarne e crescere forte (Casa Tyrell). Che sia scritto (Casa Jordayne) a futura memoria.

venerdì, maggio 01, 2015

YouTube Party #8 - Breaking Bad Remix (Seasons 3-5)


È appena uscito il nuovo numero di Diari di Cineclub, in cui si prosegue la mia rubrica YouTube Party. In questo articolo, si discute della storia del marxismo per come essa viene esposta nel videoclip Breaking Bad Remix (Seasons 3-5)Puoi scaricare Diari di Cineclub #28 cliccando sul tasto sottostante. L'articolo è a pagina 28.


martedì, aprile 14, 2015

Cose Preziose #2 - Danza della Pioggia, Processi & Cadaveri


La rubrica gemella di Cose Preziose è Schreiber Post.

Ecco qualche aggiornamento su quel che è accaduto nell'universo Rotfuchs/Karta Edizioni nelle ultime due settimane, più qualche considerazione generale.

- Il manoscritto de Il Processo Bartelloni di Giulio Piccini (AKA Jarro) è stato consegnato al nostro Caro Leader, Alessio. È attualmente in fase di post-produzione. È il sequel de L'Assassinio nel vicolo della Luna e sarà pubblicato al più presto. Avrai maggiori informazioni quando avverrà.

- Sto editando I ladri di cadaveri, terza parte della serie, e penso di poter consegnare il manoscritto in un paio di settimane.

- Alessio ha concluso il revamp e la ripubblicazione di Lisistrata di Aristofane. Dagli un'occhiata, se vuoi leggere una delle commedie più belle e politicamente scorrette della storia dell'umanità.

Ed ora, parliamo dell'argomento di questo post: danaro, sterco del demonio. Come tutti sanno, «zio, è dura far piovere cash» (op. cit.). Questo è specialmente vero nell'editoria odierna italiana. Guardiamoci in faccia e diciamocelo: le condizioni economiche fanno schifo. Spesso, le condizioni semplicemente non ci sono, e migliaia di professionisti lavorano gratis a vario titolo: autori, editor, traduttori, copertinisti et alia. Certi lo fanno perché se lo possono permettere, altri per furore ideologico, altri per passione, altri perché pensano sia in qualche modo utile alla loro carriera (in caso te lo stessi chiedendo, non lo è). Gli autori, di norma, pigliano l'8% del prezzo di copertina e una pacca sulla spalla: se un romanzo è stato scritto in tre mesi, ad esempio, e viene venduto a 15€, colui che lo ha scritto guadagnerà 1,2€ meno le tasse per copia; per mettere le mani su 1000€ per ogni mese di lavoro, dovrà venderne svariate migliaia, il che è sempre più raro per chi pubblica per case editrici che, a vario titolo, possiamo definire indie. Cristo, è sempre più raro pure per le grosse, salvo un drappello di scrittori celebri.
La domanda che tutti gli esseri umani si pongono è: «Ma dove finisce il restante 92% del prezzo di copertina?». Oltre alla quota per gli editori, che è analoga o poco superiore a quella degli autori, il resto si perde per strada, ovvero nella distribuzione. Non deve essere per forza così.
Il piano che abbiamo in mente per la Rotfuchs, non appena sarà operativa, parte da presupposti molto semplici. Li condivido qui, perché spero che altre case editrici indie inizino a operare secondo questi principi: 

1) Stecca para, chico. L'autore deve mettere le mani sul 50% dei profitti del libro. Non l'8% del prezzo di copertina, non il 12%, non una quota progressiva, la quale aumenta insieme alle copie vendute. La metà dei profitti. La regola della stecca para vale per tutto ciò che è connesso al libro in questione. I profitti, naturalmente, non equivalgono al prezzo di copertina. Col sistema che abbiamo messo su, posso darti una stima generale: immaginiamo un libro da 250 pagine, venduto a 12€. La produzione materiale e la distribuzione costa 4,75€ a copia. 7,35€ rimangono all'editore e l'autore, in parti uguali. Non è una barca di soldi, ma è più del doppio di quello che offre ora il mercato.

2) La distribuzione tradizionale può morire nel deserto con gli scorpioni. Tuttavia, vogliamo pubblicare libri di carta (oltre a quelli digitali) e farli arrivare nelle mani dei nostri lettori. Fortunatamente, il Glorioso Sole dell'Avvenire di Internet ci offre delle soluzioni per risolvere il problema. Non dico che la distribuzione tradizionale sia gestita da licantropi assetati di soldi e anime, ma, semplicemente, noi indie non ce la possiamo più permettere. Non possiamo darvi il 60% di quel che guadagniamo, mi spiace. Sfruttare la rete al posto della distribuzione tradizionale, però, taglia fuori le librerie indipendenti: siccome noi le amiamo, troveremo il modo per includerle, ed escludere il resto. Il succo del discorso è una posizione isolazionista rispetto ai monopoli: che facciano quel che vogliono, nei loro silo (rubo il termine a Sterling per chi produce, distribuisce e vende in-house), noi ne siamo fuori e dobbiamo vivere in un diverso habitat, in cui associazioni dei lettori e network informali hanno un grande ruolo.

C'è un motivo per queste direttive, ma non si tratta della giustizia sociale. Se vogliamo che le vendite aumentino e che i lettori crescano in numero, dobbiamo avere un esercito di scrittori professionisti. Gente che vive di quel che scrive, e produce 1-2 romanzi l'anno. Non vogliamo centinaia di autori che tentano di ritagliare una mezz'ora al giorno per scrivere, mentre passano il resto della giornata a fresare o friggere hamburger da McDonalds o coltivare l'orto. Sono attività rispettabili, ma sono altri mestieri, e noi auspichiamo che facciano un mestiere solo, in modo che la loro concentrazione e produttività sia indivisa. Vogliamo che aumenti la fascia media di scrittori, perché oggi sta svanendo: non un pugno di scrittori in ogni nazione che venda quattro milioni di copie, ma moltissimi che vendano il tanto sufficiente per viverci. Tutto ciò aumenta la "biodiversità" della nostra letteratura e più facilmente crea nuovi lettori, nuovi generi, nuove idee. Il problema dei monopoli, in ogni campo, non è la loro iniquità o immoralità, ma il fatto che, spesso, sfasciano o fanno stagnare i mercati. E noi siamo infofili, ci nutriamo di Meravigliose Cose Nuove.
Dopo un periodo iniziale, di assestamento, speriamo di poter anche introdurre ulteriori misure di rinforzo a questa politica, come l'essenziale anticipo sui diritti d'autore (almeno 2-3 cents a parola, per una lunghezza media di 60k-80k parole a romanzo) e altre belle cosette. Se lavori nell'editoria e hai idee in proposito a quel che ho scritto, fammi sapere, sono curioso di sentire altre voci in materia.

mercoledì, aprile 01, 2015

YouTube Party #7 - TAS Super Mario 64 N64 in 15:35 by Rikku


È appena uscito il nuovo numero di Diari di Cineclub, in cui si prosegue la mia rubrica YouTube Party. In questo pezzo, si parla del concetto di Speedrun, prendendo in esame quella effettuata dal gamer Rikku in Super Mario 64Puoi scaricare Diari di Cineclub #27 cliccando sul tasto sottostante. L'articolo è a pagina 27.